Cambiamento climatico e tutela del patrimonio archeologico greco

I cambiamenti climatici stanno rapidamente diventando una minaccia significativa per i siti archeologici ed i monumenti storici della Grecia, per questo il Ministero della Cultura greco sta organizzando un comitato interdisciplinare di esperti incaricato di elaborare un piano d’azione nazionale per affrontare l’impatto sul patrimonio storico e culturale del Paese.

L’effetto negativo del cambiamento climatico in atto non coinvolgerebbe solo monumenti e siti archeologici, ma anche le esposizioni nei musei, se non si affronta in maniera adeguata. Non ci sono pericoli imminenti per la Grecia, ma è sempre meglio prendere le misure necessarie per evitare che accada il peggio.

Il sito archeologico dell'Acropoli ad Atene.

Le basi per un lavoro di questo genere sono già state gettate da un team delle università della Tessaglia e di Atene con la Fondazione Nazionale Ellenica per la Ricerca (NHRF), coinvolgendo i siti archeologici di Delfi, Delos, Olimpia, Epidauro, Mistra, il Tempio di Apollo Epikourios nella regione di Messenia, il Tempio di Era a Samos ed il sito archeologico di Filippi vicino Kavala.

I danni causati dal cambiamento climatico potrebbero avere effetti ancora sconosciuti per i siti archeologici della Grecia, già messi a dura prova in passato dall’inquinamento atmosferico, soprattutto nell grandi città come Atene. La maggior parte dell’erosione subita dal Partenone è stata infatti causata dall’inquinamento. Per il ministro della cultura Lina Mendoni, che Il Foglio definisce “la lady di ferro della Cultura greca”, bisogna continuare a fare ricerca sistematica, monitoraggio, conservazione e riparazione.

Per luoghi esposti come l’isola di Delos, il fenomeno dell’innalzamento del livello del mare è un pericolo davvero reale, con un’intensità che varia. Ma oltre ai siti ed al patrimonio che possiamo ancora vedere e toccare, il cambiamento del clima ha un effetto anche sul patrimonio immateriale come le tradizioni. I pastori nomadi, per esempio, non possono più portare i loro animali a pascolare in luoghi colpiti da inondazioni o da siccità, influenzando il loro sostentamento e l’intero stile di vita.

La preoccupazione per gli effetti estremi del clima è anche sull’ambiente circostante i siti ed i monumenti archeologici, come i boschi di cui il territorio greco è ricco, sempre più esposti al rischio di incendi nei periodi molto caldi e asciutti. Bisogna proteggere le aree verdi dalle alte temperature, dalle inondazioni improvvise e dalle alluvioni, anche per salvaguardare i visitatori ed il personale.

Il cambiamento climatico colpirà anche la Grecia

Il cambiamento climatico è diventato la principale preoccupazione delle giovani generazioni, grazie anche alla notorietà ottenuta dalle manifestazioni ambientaliste della giovane attivista Greta Thunberg. La maggior parte dei giovani, che si manteneva estranea alla politica e alle proteste, si sta rendendo conto che le decisioni di chi governa il mondo influenzeranno il loro futuro.

Il cambio del clima avrà un impatto anche sulla Grecia, in modi diversi, analizzato attraverso numerosi studi in maniera scientifica e comprovata. Bisognerà prendere decisioni coraggiose, preparare le persone e fare enormi investimenti se si vuole contribuire a risolvere il problema, non solo per contenere le ripercussioni legate ai fenomeni meteorologici estremi.

Gli effetti della tempesta in Calcidica di luglio 2019.

Le amministrazioni locali in Grecia dovranno controllare e garantire che non vi siano costruzioni incontrollate e potenzialmente pericolose, per prevenire i danni di temporali improvvisi, tempeste e inondazioni. La protezione civile è una questione prioritaria per l’Unione Europea, che dovrebbe essere composta e diretta da professionisti di alto livello, non da figure estranee che si alternano perché vicine ai politici di turno.

I fenomeni meteo estremi saranno la regola, non più l’eccezione. Per questo politici e governanti, ad ogni livello, devono prendere il problema sul serio e fare il possibile per salvaguardare lo stato greco con professionalità. Uno stato debole può facilmente naufragare alla prima pioggia intensa.

Mitsotakis al vertice ONU sui cambiamenti climatici

Nell’ultimo vertice delle Nazioni Unite a New York, il Primo Ministro Kyriakos Mitsotakis ha dichiarato che la Grecia intende convocare una conferenza di alto livello ad Atene, il prossimo anno, sulla protezione del patrimonio culturale e naturale.

Mitsotakis ha affermato che gli effetti dei cambiamenti del clima sono già visibili, ma entro la fine del 2019 il governo greco adotterà una nuova politica nazionale per l’energia e il clima che includerà un divieto sulla plastica monouso a partire dal 2021, la chiusura di centrali elettriche alimentate a lignite entro il 2028 e l’aumento della quota di risorse rinnovabili al 35 percento entro il 2030.

Ha anche ricordato il devastante incendio del luglio 2018 a Mati, località costiera dell’Attica orientale nella regione di Rafina, in cui per la furia del fuoco hanno perso la vita 102 persone, tra cui molti bambini. La distruzione ha scosso profondamente l’opinione pubblica greca e le condizioni estreme hanno contribuito alla ferocia del fuoco, anche a causa di una situazione urbanistica assurda in cui il 49% degli edifici andati in fumo — oltre 1200! — è stato dichiarato abusivo.

Mitsotakis alla conferenza dell'ONU sul clima.

Il futuro economico della Grecia è legato alla sua capacità di proteggere il suo ambiente naturale unico, ha detto ancora Mitsotakis, indicando l’innalzamento del livello del mare e il suo impatto sulle coste e sulle isole del paese, oltre che sulle condizioni meteo estreme. I cambiamenti climatici rappresentano un ostacolo allo sviluppo economico e alla prosperità, poiché influenzeranno negativamente settori economici come l’agricoltura e il turismo.

Riferendosi alle azioni che la Grecia ha adottato e prevede di intraprendere, il Primo Ministro greco ha dichiarato che il suo governo introdurrà una nuova e ambiziosa strategia nazionale per l’energia e il clima entro la fine dell’anno. Nella conferenza che Atene vorrebbe ospitare nel 2020, si cercherà di arrivare ad una proposta per la protezione del patriomonio culturale e naturale dalle ripercussioni del cambiamento climatico, anche perché questo potrebbe alterare significativamente lo stile di vita tradizionale in Grecia.

Mitsotakis ha chiuso il suo discorso con una metafora storica piuttosto ambiziosa, riferendosi alla storica Battaglia di Salamina, dove la vittoria della marina ateniese cambiò il corso della storia: allo stesso modo, la lotta di Atene contro i cambiamenti del clima potrebbe avere una svolta epocale, apprezzata dalle generazioni future.