Fallimento di Thomas Cook: enormi ripercussioni per il turismo greco

Thomas Cook, una delle più antiche compagnie di viaggio del mondo che opera dal 1841, lunedì 22 settembre ha annunciato la cessazione delle proprie attività e l’entrata in liquidazione con effetto immediato.

Fallimento di Thomas Cook in Grecia.

“Il Gruppo Thomas Cook, incluso il tour operator e la compagnia aerea britannici, ha cessato l’attività commerciale con effetto immediato. Tutte le prenotazioni di Thomas Cook, inclusi voli e vacanze, sono stati cancellate.” Questa la traduzione del tweet che ha messo in subbuglio migliaia di lavoratori, viaggiatori e operatori del settore turistico.

I vacanzieri coinvolti sarebbero circa 600mila, mentre governi e compagnie assicurative stanno coordinando un grande sforzo per il rimpatrio di tutti. La Grecia è al terzo posto tra le destinazioni di Thomas Cook per il 2019, con la maggior parte dei viaggiatori sulle isole di Creta, Zante, Corfù, Kos e Skiathos. Nella scorso anno il grande tour operator britannico ha portato quasi 3 milioni di turisti in Grecia.

Secondo una stima del Ministero del Turismo greco, le perdite per le attività turistiche greche coinvolte potrebbero superare i 500 milioni di euro nel lungo termine.

50mila turisti bloccati in Grecia

Il ministro del turismo greco Harry Theoharis, parlando alla tv, ha affermato che circa 50mila turisti erano bloccati in Grecia e che l’autorità britannica per l’aviazione civile si è subito messa al lavoro per iniziare i rimpatri. Secondo il ministro, i primi 22mila viaggiatori dovrebbe tornare nei loro paesi già in questi giorni. Questo avrà comunque una grave ripercussione in termini economici per molte imprese turistiche greche, che non sono state pagate dal tour operator.

A causa del fallimento di Thomas Cook, lo stato si trova ad affrontare una difficile situazione per garantire il ritorno sicuro e immediato dei turisti bloccati e garantire il sostegno ad hotel e strutture ricettive colpiti dall’insolvenza della compagnia. Il Ministero del Turismo è in coordinamento con altri ministeri e servizi pubblici per affrontare le difficili circostanze con la necessaria calma.

Solidarietà per i viaggiatori di Thomas Cook in Grecia

Per la Confederazione Greca del Turismo (SETE) il governo dovrebbe pianificare e annunciare misure concrete per affrontare i problemi che sorgeranno nelle imprese turistiche. È importante, soprattutto, mostrare solidarietà alle migliaia di turisti di Thomas Cook in Grecia, che non provengono solo dal Regno Unito ma anche da Germani, Olanda, Belgio e paesi scandinavi.

Il modo in cui i professionisti del turismo greco si comporteranno e tratteranno queste persone rappresenterà l’immagine del paese come accogliente e responsabile a livello internazionale. Il turismo greco ha la profondità e la qualità per affrontare questa difficoltà.

Il Regno Unito assicura il rimpatrio

Durante l’incontro ad Atene fra il ministro Harry Theoharis e Katherine Lucy Smith, ambasciatrice britannica in Grecia, le discussioni si sono incentrate sul crollo finanziario del tour operator Thomas Cook, sugli effetti sui due paesi europei e sulle misure adottate per affrontare immediatamente la questione.

Gli aerei per la partenza di migliaia di clienti dalla Grecia al Regno Unito sono stati assicurati e circa 17mila turisti britannici torneranno in patria da 13 diverse parti della Grecia nelle prossime due settimane, in particolare dalle isole.

Un volo di Thomas Cook per le vacanze su un'isola greca.

Come un effetto domino, il crollo della Thomas Cook ha coinvolto anche le filiali in altri paesi, infatti quella tedesca e quella polacca hanno subito annunciato l’avvio della procedura fallimentare e cessato ogni attività. La controllata tedesca dell’agenzia di viaggi ha presentato istanza di insolvenza in Germania, sostenendo di essere stata costretta per evitare passività finanziarie.

I rappresentanti dell’unità tedesca hanno dichiarato di lavorare insieme al ministero degli esteri, agli assicuratori ed altri partner per riportare a casa circa 140mila clienti tedeschi. L’Associazione Tedesca per i Viaggi (DRV) ha affermato che Zurich Insurance si farà carico delle spese concordate tra Thomas Cook Germany e gli operatori turistici come alberghi e compagnie aeree.

In Germania sono impegnati anche ad erogare un prestito ponte di 380 milioni di euro alla Condor, compagnia aerea tedesca consociata di Thomas Cook, per soddisfare le esigenze di liquidità per i prossimi sei mesi. La Condor, che impiega 4900 lavoratori, ha intrapreso un’azione legale per separarsi dalle procedure di liquidazione della società madre nel tentativo di operare come impresa indipendente.

Nel frattempo Neckermann Polska, la controllata polacca di Thomas Cook, ha annunciato di essere insolvente nei confronti di circa 3600 viaggiatori che hanno prenotato tramite loro. Altre filiali europee stanno invece cercando di rassicurare i clienti di essere ancora operativi, come per esempio le filiali scandinave che continuano a lavorare.

Preoccupante impatto sulle attività turistiche di Creta

Secondo una prima valutazione, l’impatto del crollo di Thomas Cook sulle attività commerciali dell’isola di Creta dovrebbe ammontare a 80-100 milioni di euro, l’80% degli hotel di Creta infatti aveva contratti con il tour operator britannico.

I turisti bloccati a Creta sarebbero 20-22mila, con un processo di rimpatrio iniziato già martedì con diversi voli per riportare i passeggeri in vari aeroporti della Gran Bretagna.

Gli hotel in tutta la Grecia subiranno perdite stimate in almeno 200 milioni di euro, stando ad una prima stima della Federazione Ellenica degli Albergatori. Ma i danni per le attività ricettive e turistiche potrebbero arrivare anche a 500 milioni di euro, con gli hotel di Creta, Rodi e Kos a subire il colpo maggiore.

Al governo si chiede di agire immediatamente, anche perché le misure di soccorso finora annunciate sono sembrate insufficienti. Durante una prima riunione interministeriale, si è deciso che gli hotel greci colpiti dal fallimento del grande tour operator britannico saranno esonerati dal pagamento di una tassa di soggiorno in vigore dal 2018.

Gli albergatori greci chiedono comunque ulteriori misure di sostegno, che specificheranno una volta valutata la dimensione esatta del danno.

Un problema anche per le banche greche

Secondo l’agenzia di rating Moody’s, le banche greche potrebbero essere le prossime a subire le conseguenze del crollo di Thomas Cook, in quanto l’impatto di ricavi e investimenti turistici è destinato a influenzare le prospettive di credito del paese ellenico.

Il rapporto di Moody’s avvisa che la situazione potrebbe portare alla chiusura delle attività, in particolare alla luce del fatto che le banche greche hanno già avuto difficoltà a gestire l’accumulo di prestiti non pagati.

Thomas Cook deve ingenti somme agli hotel in Grecia già per le vacanze di luglio e agosto, poiché i pagamenti venivano effettuati 60-90 giorni dopo il viaggio. Il fallimento del più antico tour operator britannico avrà probabilmente un effetto domino su settori correlati come i trasporti e il commercio, nonché sul mercato del lavoro, considerando che il turismo è tra i settori trainanti del lavoro in Grecia.