Strumento · Alfabeto
Leggi il greco in tre minuti
Non una tabella dell'alfabeto, è un esercizio. Venti insegne vere, in ordine di difficoltà, e alla ventesima ti accorgi che stai leggendo.
Venti paroleVentiquattro lettereα → ω
Ci sono ventiquattro lettere, ma sei di loro sono bugiarde: assomigliano a lettere nostre e suonano in un altro modo. Ρ non è una p, Η non è una e, Β non è una b. Tolte quelle, il greco si legge in un pomeriggio — ed è l'unica lingua europea in cui saper decifrare l'alfabeto cambia davvero la giornata, perché improvvisamente le insegne, i cartelli e i menù smettono di essere solo una decorazione.
Qui sotto ci sono venti parole in ordine di difficoltà, tutte prese da insegne che si incontrano per strada. Sono state scelte per un motivo preciso: introducono, una alla volta, esattamente le ventiquattro lettere dell'alfabeto. Per questo la barra di avanzamento non conta le parole, conta le lettere e alla fine è l'alfabeto intero, acceso.
Scrivi come leggi, senza pensare alle traslitterazioni corrette: se scrivi farmacio invece di farmakeio va benissimo uguale. L'esercizio verifica se hai riconosciuto i suoni, non se sai le regole.
- ΤΑΞΙ Taxi — si legge taxi Si comincia dalla lettera che spaventa tutti: Ξ vale «ks». E la trovi nella prima parola greca che sapevi leggere senza saperlo.
- ΜΕΤΡΟ Metropolitana — si legge metro Prima trappola, forse la più frequente: Ρ non è una p, è una erre. È la lettera che fa sbagliare più insegne in assoluto.
- ΚΑΦΕ Caffè — si legge kafe Φ si legge «f». Il caffè greco è maschile: si ordina ένας καφές, un caffè.
- ΣΟΥΠΕΡΜΑΡΚΕΤ Supermercato — si legge supermarket ΟΥ insieme fanno «u»: il greco non ha una lettera sola per quel suono e le parole straniere le riscrive esattamente come le sente.
- ΦΑΡΜΑΚΕΙΟ Farmacia — si legge farmakio ΕΙ vale «i»: è una delle cinque grafie che in greco moderno danno lo stesso suono. E φάρμακον, in origine, significava insieme il rimedio e il veleno.
- ΤΡΑΠΕΖΑ Banca — si legge trapeza τράπεζα è il tavolo. La banca è il tavolo su cui si contavano i soldi — esattamente la stessa logica per cui in italiano si dice banca, dal banco.
- ΓΑΛΑ Latte — si legge ghala Γ ha un suono che l'italiano non possiede: una g strascicata, quasi una r francese. Da γάλα viene galassia — la Via Lattea.
- ΞΕΝΟΔΟΧΕΙΟ Albergo — si legge xenodochio Letteralmente «il luogo che accoglie lo straniero», da ξένος e δέχομαι. La stessa radice della filoxenia: l'ospitalità come dovere, non come servizio.
- ΘΕΑΤΡΟ Teatro — si legge theatro Θ è il «th» inglese di think. θέατρον vuol dire «il luogo da cui si guarda»: la parola descrive il pubblico, non gli attori.
- ΨΩΜΙ Pane — si legge psomi Ψ è una lettera sola per due suoni. Ω è la seconda «o» dell'alfabeto, identica alla prima nel suono: è quella che chiude tutto, dall'alfa all'omega.
- ΛΕΩΦΟΡΕΙΟ Autobus — si legge leoforio «Ciò che trasporta il popolo», da λεώς e φέρω. Nove lettere e nessuna nuova: se l'hai letta, il metodo funziona.
- ΑΘΗΝΑ Atene — si legge athina Η non è una e: vale «i». La città e la dea portano lo stesso nome, per i greci antichi era un plurale — Ἀθῆναι, «le Atene».
- ΝΟΣΟΚΟΜΕΙΟ Ospedale — si legge nosokomio «Chi si prende cura della malattia», da νόσος. In italiano è rimasta la stessa parola, nosocomio, che però non usa più nessuno.
- ΑΣΤΥΝΟΜΙΑ Polizia — si legge astinomia Υ da sola vale «i», ed è la terza lettera che dà quel suono. ἄστυ è la città e νόμος la legge: la legge della città.
- ΒΙΒΛΙΟΠΩΛΕΙΟ Libreria — si legge vivliopolio L'ultima lettera, forse la più insidiosa: Β si legge «v». Da βιβλίον e πωλέω, vendere. La Bibbia, per i greci, era semplicemente «i libri».
- ΕΞΟΔΟΣ Uscita — si legge exodos La via di fuori, da ἐξ e ὁδός. Il libro dell'Esodo è questa parola: un popolo che esce.
- ΓΥΝΑΙΚΩΝ Donne — si legge ghinekon ΑΙ vale «e». È un genitivo plurale: «(bagno) delle donne». Sull'altra porta c'è ΑΝΔΡΩΝ, degli uomini — e da queste due parole vengono ginecologia e andrologia.
- ΖΑΧΑΡΟΠΛΑΣΤΕΙΟ Pasticceria — si legge zacharoplastio «Chi modella lo zucchero», da ζάχαρη e πλάσσω — la stessa radice di plastica. Tredici lettere di fila: a questo punto non stai più decifrando, stai leggendo.
- ΕΥΧΑΡΙΣΤΩ Grazie — si legge efcharisto ΕΥ si legge «ef». Da εὖ, bene, e χάρις, grazia: «rendo grazia». È la stessa parola di eucaristia ed è quella che valeva più di tutte la pena di saper leggere.
- ΕΛΛΗΝΙΚΗ ΔΗΜΟΚΡΑΤΙΑ Repubblica Ellenica — si legge ellinikidimokratia In greco «democrazia» è anche la parola per «repubblica»: la lingua non distingue, non ne ha mai avuto bisogno. Ventiquattro lettere su ventiquattro: ora sai leggere la copertina di un passaporto.
Perché venti parole e non l'alfabeto
Una tabella con ventiquattro righe la si guarda e la si dimentica: non chiede niente. Una parola da decifrare invece obbliga a fare il lavoro, e il lavoro è la sola cosa che resti. Per questo l'ordine conta più dell'elenco: le prime parole sono fatte quasi solo di lettere che assomigliano alle nostre, le trappole arrivano una per volta e ognuna ha il tempo di farsi ricordare.
Le ultime cinque parole non introducono niente di nuovo. Servono a un'altra cosa: a far accorgere che si sta leggendo di corsa una fila di tredici lettere greche senza più fermarsi a pensare. È il momento in cui l'esercizio ha funzionato.